Caduta dei capelli in autunno: quando preoccuparsi?

Con l’arrivo di settembre hai iniziato a trovare più capelli nella doccia, sulla spazzola o sul cuscino? La caduta dei capelli in autunno è un fenomeno riportato di frequente e può generare preoccupazione, soprattutto se stai già affrontando un diradamento. Vedere più capelli cadere, però, non significa automaticamente che sia in corso un’alopecia.

Una recente notizia pubblicata da Agendaonline torna proprio su questo tema: tra fine estate e inizio autunno la perdita può diventare più evidente. La stagionalità del ciclo dei capelli è stata osservata anche dalla ricerca scientifica, ma è importante non attribuire automaticamente ogni caduta al cambio di stagione.

Caduta dei capelli in autunno: perché può aumentare?

Ogni follicolo attraversa diverse fasi. Durante la fase anagen il capello cresce, mentre nella fase telogen si trova in una condizione di riposo che precede la sua caduta. Non tutti i follicoli si trovano contemporaneamente nello stesso momento del ciclo: è questo meccanismo che permette normalmente di mantenere una copertura continua.

Uno studio pubblicato nel 2009 ha analizzato i tricogrammi di 823 donne, dopo aver escluso partecipanti con patologie o terapie note per provocare perdita di capelli. I ricercatori hanno osservato una periodicità annuale, con la quota massima di capelli in telogen durante l’estate. Lo studio supporta quindi l’esistenza di variazioni stagionali nel ciclo del capello, senza significare che ogni persona debba necessariamente sperimentare una forte caduta autunnale.

Anche uno studio del 2014 su 41 volontari cinesi, seguiti mensilmente per un anno, ha rilevato un aumento dei capelli in telogen intorno ad agosto e settembre. In quel gruppo le variazioni restavano comunque entro i parametri considerati normali per capelli sani.

Caduta stagionale o telogen effluvium?

Il termine telogen effluvium indica una caduta eccessiva di capelli che si trovano nella fase telogen. Secondo l’American Academy of Dermatology, normalmente si possono perdere circa 50-100 capelli al giorno. Il conteggio, però, non deve diventare un’ossessione: la quantità visibile cambia anche in funzione della lunghezza dei capelli e della frequenza con cui li lavi e li pettini.

Il telogen effluvium può comparire anche dopo un evento che ha rappresentato uno stress importante per l’organismo. Tra i possibili fattori scatenanti riconosciuti ci sono una malattia con febbre, un intervento chirurgico, un forte stress psicologico, il parto e una significativa perdita di peso. La caduta può diventare evidente a distanza di alcuni mesi dall’evento che l’ha innescata.

Questo ritardo è importante. Se a settembre noti più capelli nella doccia, non è detto che ciò che è successo nei giorni immediatamente precedenti ne sia la causa. Il dermatologo può ricostruire la storia recente e valutare il cuoio capelluto per capire se si tratta di un effluvio oppure di un’altra forma di perdita dei capelli.

Quando la caduta merita un controllo

La spiegazione del cambio di stagione non dovrebbe diventare un modo per ignorare un diradamento che continua a progredire. Caduta e alopecia, infatti, non sono sinonimi. Può inoltre accadere che una persona presenti contemporaneamente un aumento dello shedding e una diversa condizione responsabile del diradamento.

È consigliabile chiedere una valutazione dermatologica soprattutto quando noti cambiamenti persistenti o chiaramente diversi dal tuo solito. Alcuni segnali utili da osservare sono:

  • comparsa di aree o chiazze prive di capelli;
  • diradamento che diventa progressivamente più evidente;
  • modifiche visibili della linea frontale o della densità;
  • caduta intensa che continua nel tempo senza un’apparente normalizzazione;
  • prurito, dolore, bruciore, arrossamento o desquamazione importante del cuoio capelluto.

In questi casi affidarsi soltanto alla spiegazione della stagionalità può ritardare una diagnosi corretta. Il dermatologo può distinguere un telogen effluvium da condizioni come alopecia androgenetica, alopecia areata o problemi specifici del cuoio capelluto e decidere se siano necessari ulteriori accertamenti.

Cosa puoi fare durante la caduta autunnale?

La prima regola è evitare soluzioni drastiche basate sull’ansia del momento. Lavare i capelli non provoca la perdita dei follicoli: durante il lavaggio diventano semplicemente più visibili capelli che erano già nella fase finale del proprio ciclo. Ridurre eccessivamente i lavaggi per paura di vedere capelli nello scarico non risolve quindi la causa di un eventuale effluvio.

Anche l’alimentazione merita attenzione, ma senza ricorrere automaticamente a integratori. Carenze nutrizionali e perdite di peso importanti possono essere associate al telogen effluvium; questo non significa però che assumere vitamine o minerali senza una carenza accertata risolva qualsiasi tipo di caduta. Se sospetti un problema nutrizionale, parlane con il medico, che potrà stabilire se siano indicati degli esami.

Lo stesso principio vale per trattamenti farmacologici come minoxidil o finasteride. Hanno indicazioni specifiche e non vanno iniziati soltanto perché in autunno trovi più capelli sulla spazzola. La diagnosi viene prima della terapia: per indicazioni, controindicazioni e appropriatezza del trattamento devi rivolgerti al medico o al dermatologo.

Domande frequenti

Perdere più capelli a settembre significa avere alopecia?

No. Una maggiore caduta può essere compatibile con una variazione stagionale del ciclo del capello. Esistono però molte altre cause di caduta e diradamento. Se il fenomeno è marcato, persistente o associato a una riduzione evidente della densità, è utile rivolgersi a un dermatologo.

Lo stress può far cadere i capelli?

Sì. Un forte stress fisico o psicologico può essere tra i fattori associati al telogen effluvium. Come spiega l’American Academy of Dermatology, la caduta eccessiva può manifestarsi alcuni mesi dopo l’evento scatenante. Non è però corretto attribuire allo stress ogni diradamento senza una valutazione delle possibili alternative.

Devo preoccuparmi dei capelli che vedo durante lo shampoo?

Non necessariamente. La quantità osservata in un singolo lavaggio dipende anche da quanto tempo è passato dal precedente. È più utile valutare l’andamento complessivo: se la densità diminuisce, compaiono chiazze oppure la caduta continua e ti preoccupa, una visita dermatologica permette di chiarirne la causa.

Conclusione

La caduta dei capelli in autunno può rientrare nelle normali oscillazioni del ciclo follicolare, e la letteratura scientifica offre evidenze dell’esistenza di una componente stagionale. Questo non significa, però, che ogni diradamento di settembre debba essere considerato automaticamente fisiologico.

Osserva soprattutto come cambia la tua chioma nel tempo. Una caduta transitoria è diversa da una perdita progressiva di densità, dalla comparsa di chiazze o da un cuoio capelluto persistentemente irritato. In presenza di dubbi, una diagnosi professionale è più utile di qualsiasi rimedio scelto autonomamente.

Se hai eseguito un trapianto di capelli e cerchi informazioni sulla corretta gestione del periodo successivo all’intervento, puoi inoltre contattare IMPERATOR LAB attraverso imperatorlab.it/contatti. Per problemi clinici o dubbi sull’esito dell’intervento, fai sempre riferimento al medico o alla clinica che ti segue.

Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un medico.

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